Dhuoda

Prima di leggere questo testo vorrei fare una premessa.
Il testo che ho voluto inserire in questa sezione del mio sito,
è una preghiera di una madre di nome Dhuoda, vissuta nel Medioevo,
e precisamente nella prima metà del IX secolo.
Questa è la preghiera che Dhuoda rivolge a Dio per il figlio Guglielmo,
lontano da lei perchè prigioniero di Carlo il Calvo, sovrano del suo tempo.
Certo è ovvio che lo scarto di mentalità è notevole
perchè Dhuoda scrive nell'800, ma ciò che mi ha colpito sono i sentimenti, l'AMORE che questa madre vissuta secoli fa
riesce a trasmettere nel suo scritto.
È ovvio che il linguaggio è quello medievale, contenuto da regole,
ma è l'amore che vince secondo me.
Gli storici non sanno se il figlio Guglielmo abbia mai ricevuto
il Manuale scritto dalla madre e che contiene questa preghiera,
il mio è un pò il tentativo di far leggere queste parole
a tutti i figli del mondo, quasi un regalo per Dhuoda...
Spero che le parole di Dhuoda tocchino il vostro cuore di navigatori della rete così come ha colpito il mio cuore da studentessa...


Centro che in te comprendi la volta celeste,
rinserri il mare e le terre nel tuo palmo,
a te affido mio figlio Guglielmo:
concedi a lui in ogni occasione propizia fortuna.
Nel suo cammino, ora e in ogni istante,
che ami te, suo creatore, sopra ogni altro.
Con i tuoi figli possa meritare di salire alla cima,
con passo spedito, gioioso.
In te sempre rivolto il mio ingegno
si effonda; nei secoli viva felice;
offeso, non sia mai accecato dall'ira,
nè mai vada vagando lontano dai tuoi.
Esulti contento per la sua corsa felice
si affretti alla cima fulgente di virtù...
Possa la tua generosa grazia penetrarlo,
con pace e sicurezza di corpo e di anima,
per le quali possa fiorire nel mondo, e avere figli,
tenendosi a quel che è terreno, senza
perdere quel che è celeste...
Generoso e prudente, pio e forte,
non si allontani mai dalla temperanza.
Simile a me non vi sarà nessuno per lui;
quantunque indegna sono sua madre;
in ogni momento, sempre, ogni ora,
ti scongiuro con tutte le mie forze: abbi misericordia di lui.

Dhuoda

N.B. Il testo è tratto da P. Dronke, Donne e cultura nel Medioevo, Milano 1986